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Unità Operativa Epatologica

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ASL Roma H, Osp. di Marino Laziale (Roma) - Struttura Complessa di Medicina Interna ad indirizzo Epato-Gastroenterologico

Epatologia, Gastroenterologia Clinica, Emodinamica Epatica, Fibroscan (Elastometria epatica transitoria), Biopsia Epatica Transgiugulare, Diagnosi e Cura delle Epatiti Croniche (epatite da HBV, epatite da HCV), Diagnosi della Cirrosi Epatica da HBV, da HCV, alcolica ecc, Cura delle Complicanze della Cirrosi, Medicina Interna, Reumatologia, Unitá Epatologica. Reparti di Degenza, Day Hospital, Preospedalizzazione Trapianti di Fegato, Ambulatori Specialistici. ENGLISH KEYWORDS : ascites, cirrhosis, chronic liver disease, esophageal varices, fibroscan, hepatitis B virus, hepatitis C virus, hepatocellular carcinoma, hepatorenal syndrome, interferon, liver metastases, liver unit, nucleoside and nucleotide analogues, ribavirin. MOTS-CLÉ FRANÇAIS: Ascite, Carcinome hépatocellulaire, Cirrhose, élastographie impulsionnelle ultrasonore (Fibroscan ), Hépatocarcinome, Hypertension portale, Insuffisance hépatique chronique, Interféron, Maladies chroniques du foie, Syndrome hépato-rénal, Unité d' Hépatologie, Varices œsophagiennes, Virus de l'hépatite B, Virus de l'hépatite C

La Struttura Complessa di Medicina Interna ed Epatologia dell' Ospedale di Marino (Roma), Azienda USL Roma H, è diretta dal prof. CLAUDIO PUOTI, Specialista in Epatologia, Gastroenterologia e Malattie Infettive. Il Centro effettua attività di diagnosi e cura nell'ambito della Epatologia e Medicina Interna, attività didattica epatologica, attività di ricerca con particolare interesse per la epatite C e la epatite B, nonchè per la cirrosi epatica e la ipertensione portale. Il Centro è dotato di emodinamica epatica per la determinazione della pressione portale e di Fibroscan per la valutazione non invasiva della fibrosi epatica e della progressione di malattia.

  • E' uno dei Centri di Epatologia autorizzati alla prescrizione della terapia antivirale per le epatiti croniche da HBV e HCV, in accordo con la normativa vigente in Italia.
  • E' uno dei Centri di Epatologia in grado di effettuare procedure di Emodinamica Epatica e Biopsia Transgiugulare in pazienti con cirrosi epatica e ipertensione portale. Clicca su notizie.
  • E' uno dei Centri di Epatologia in grado di effettuare la valutazione non invasiva della fibrosi epatica tramite Fibroscan. Clicca su notizie.
  • E' uno dei Centri di Epatologia maggiormente coinvolti in Italia nella diagnosi e nel trattamento dei portatori di HCV con transaminasi normali, anche con valutazione non invasiva della fibrosi tramite fibroscan. Clicca su notizie.

Per ulteriori dettagli sulla Azienda e sul Centro, vedi il sito www.aslromah.it

ORGANIZZAZIONE DEI REPARTI

La Struttura comprende le seguenti Unità Operative Semplici:

  • Malattie dell' Apparato Digerente e del Fegato
  • Medicina Interna
  • Day Hospital Specialistico Epatologico

Vengono effettuate in particolare:

  • attività di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie del fegato (HCV, HBV, Cirrosi epatica, epatocarcinoma, varici esofagee,ascite, encefalopatia epatica) e dell'apparato digerente, assistenza al paziente trapiantato di fegato, nonché gestione delle patologie internistiche. Attività diagnostica di eccellenza (emodinamica epatica, biopsia epatica transgiugulare, fibroscan).
  • attività di informazione sanitaria in campo internistico ed epatologico (infezione da HBV e da HCV, malattie autoimmuni,ipertensione portale), attività di ricerca clinica in ambito epatologico e attività di formazione didattica nel campo della epatologia.

LE NOSTRE PECULIARITA'

  • La principale caratteristica del Centro di Epatologia di Marino è sicuramente costituita dall’approccio multidisciplinare integrato al paziente epatopatico, ed in particolare al paziente cirrotico ad elevato rischio emorragico.
  • Mentre in altri Centri la gestione del paziente epatopatico avviene spesso in maniera frammentata ad opera di diversi specialisti, al paziente cirrotico ricoverato nei reparti del Presidio di Marino viene assicurato un approccio multispecialistico, garantito in contemporanea da infettivologi, gastroenterologi, endoscopisti, emodinamisti, nutrizionisti, diabetologi, endocrinologi, radiologi, psicologi, tutti presenti all’ interno dello stesso reparto o dello stesso Centro di Marino, e pertanto tutti coinvolti nella gestione diretta del paziente cirrotico.
  • L’approccio multidisciplinare, la stretta integrazione dei reparti di degenza con il Day Hospital e con gli ambulatori di Epatologia, la possibilità di ricoveri programmati, la elevata tecnologia disponibile, la facilità di contatto, le dimensioni ridotte dell’ Ospedale che facilitano i rapporti ed i processi di umanizzazione, garantiscono la assoluta autonomia della gestione del paziente in ogni fase della sua malattia, evitano di dover ricorrere a trasferimenti in altri centri, esaltano la capacità attrattiva di Marino, evitano che i pazienti debbano cambiare la équipe di riferimento con il progredire della malattia ed il modificarsi delle problematiche.

  • Gli strettissimi rapporti di collaborazione fra la nostra Unità ed il Reparto di Chirurgia del Fegato e dei Trapianti dell' Osp.le "L. Spallanzani" di Roma sono garanzia di comunicazione diretta e di interscambio operativo con uno dei più qualificati Reparti chirurgici, oltre alla possibilità di immissione, in caso di necessità, nella lista di trapianto di fegato, con conseguente gestione congiunta fra le due squadre.

Questo sito è dedicato alla presentazione delle principali attività svolte nell'ambito della nostra Unità Operativa, al fine di poter rispondere alle necessità, dubbi e richieste di informazioni da parte dei Pazienti, dei loro Famigliari e dei loro Medici curanti.

Ulteriori informazioni

Di seguito potrete trovare i collegamenti ad altre parti del sito dove reperire ulteriori informazioni:

Infine, sulla sinistra del vostro schermo potrete leggere le ultime notizie sulle nostre attività, mentre se cercate in questo sito qualcosa di vostro specifico interesse potrete digitare la parola chiave nel rettangolo in alto a destra e cliccare subito dopo sul rettangolo con la parola "cerca".

E' UTILE INTERNET PER COMUNICARE CON IL CENTRO SPECIALISTICO ?

L'esperienza dei pazienti americani in un interessante articolo pubblicato di recente sull' "American Journal of Managed Care". Per ricevere il testo del lavoro o per comunicarci i vostri commenti in materia, inviateci una e-mail

AIUTATECI A MIGLIORARE IL SITO

Vi saremo grati se vorrete comunicarci il vostro parere su questo sito, o se vorrete aiutarci con i vostri suggerimenti e consigli, inviandoci una e-mail

AIUTATECI A MIGLIORARE LA GESTIONE DEL REPARTO

A partire dal 14 marzo 2006 i sig.ri Pazienti ed i loro Famigliari potranno farci conoscere i loro suggerimenti, consigli, obiezioni e critiche compilando anche in forma anonima una apposita scheda ed imbucandola nel contenitore collocato all' ingresso del Reparto.

COLLABORATE CON NOI

Volete narrare la vostra vicenda sanitaria? avete dei consigli da dare agli altri pazienti ? Volete segnalare un centro di eccellenza ? o volete semplicemente condividere le vostre esperienze ? Inviateci una e-mail, la pubblicheremo qui di seguito con gli eventuali commenti degli altri utenti.

LE VOSTRE e MAIL

Queste sono le vostre e mail: a volte disperate, a volte angosciate, a volte piene di speranza e di fiducia. Sono l'esempio più concreto della nostra lotta quotidiana contro le malattie di fegato, delle nostre vittorie o delle nostre sconfitte.

13 maggio 2006 Egr.dott.Puoti la celerità della Sua risposta,mi infonde un piacevole entusiasmo.Accetto con riconoscenza il suo invito,e resto in attesa di sue indicazioni onde schedulare un incontro. Per motivi di lavoro,ho una assidua frequentazione su Roma dove trascorro diversi giorni durante la settimana,ho quindi la possibilità di gestire temporalmente qualunque data e orario Ella vorrà concedermi.In attesa di sue comunicazioni, se ritiene anche telefoniche,cordialmente La saluto. Gianni N.

5 giugno 2006 Carissimo Dottor Puoti sono Francesca la ragazza che circa due mesi fa le ha scritto per avere un consiglio riguardo l'intenzione di iniziare oppure no la cura con interferone. Come scritto nel precedente messaggio ho contratto il virus all'età di pochi mesi a causa di una trasfusione di sangue dovuta a diverse operazioni. Il mio genotipo è 1 b e la transaminasi per adesso, è sempre nella norma. Il suo consiglio è stato di iniziare subito la cura, l'idea di poter debellare questa malattia mi spronerebbe a seguire subito il suo consiglio ma ho ancora molti dubbi. Vengo dalla provincia di Treviso ma ci terrei molto a parlarne con lei di persona se fosse possibile. La saluto e la ringrazio tantissimo per la sua presa in considerazione. Arrivederci Francesca

6 giugno 2006 Gent.mo Dott. Puoti, dopo aver dato fondo alle mie energie nel lavoro sono riuscita ad andare a fare gli esami del sangue che mancavano, mi verranno consegnati in due volte, e gli ultimi saranno pronti per la metà di giugno (quindi fra poco). Io ci tengo molto ad incontrarla, anche perchè in questo momento più che mai ho bisogno di un parere autorevole e che mi dia fiducia. Non voglio pensare di essere stata superficiale o addirittura incosciente, perchè quello che forse sta succedendo è troppo bello e mi dispero all'idea di aver sbagliato: credo di aspettare un'altro bimbo. La prima cosa a cui ho pensato quando me ne sono resa conto sono stati gli incontri fatti con medici che mi hanno trattata da disgraziata quando ho avuto il mio primo (e unico per ora) figlio. Una volta un ginecologo mi disse di non togliere mai la spirale e di non fare stupidaggini, poi quando è nato lui un'altro è arrivato nella stanza di ospedale dicendomi che non mi dovevo neanche sognare di allattarlo. Mio figlio ha fatto tre prelievi di sangue nel suo primo anno di vita, finchè non sono spariti tutti gli anticorpi è stato un incubo, ho passato un anno pazzesco. Adesso che è tutto passato ed è la nostra gioia ci piace l'idea che la nostra famiglia aumenti, ma in rapporto alla mia malattia cheffare? Forse dovevo prima fare la cura? Io però ho 36 anni, non sono una ragazzina, e poi.....e poi basta, non voglio tediarla e neanche chiederle troppo, ne parleremo di persona? Intanto la saluto cordialmente e la ringrazio anticipatamente. S.

21 luglio 2006 Stimatissimi dottori, è con il dolore nel cuore e le lacrime agli occhi che desideriamo ringraziarvi. Avete conosciuto Francesco come un corpo con la sua sofferenza, ne avete potuto ammirare la sua pazienza, la sua tenacia e voglia di vivere. Si è¨ affidato a voi completamente, ed è¨ con voi che ha preferito trascorrere gli ultimi suoi giorni di vita nella speranza di guarire o semplicemente di star meglio. Non abbiamo riserve nè pentimenti, siamo rimasti lucidi e consapevoli della impossibilità di fermare un processo ormai inarrestabile anche se è difficile credere che, a un certo punto tutto cambia: Francesco non ci sarà mai più. Non sentiremo più la sua voce, non verrà più da voi a cercare aiuto, non sottoporrà più il suo corpo a esami, test e prove di ogni genere pur di allontanare il momento fatale. Grazie perchè avete alimentato la sua incrollabile speranza. Grazie perchè con la vostra umanità avete permesso che trascorresse i suoi ultimi giorni, seppure inconsapevole, coccolato dai suoi cari. Ci dispiace che non abbiate potuto godere della sua salute, della sua cordiale simpatia, della sua instancabile vitalità , della sua energia, delle sue molteplici qualità. Ci manca tanto e confusi dal dolore della perdita ci illudiamo che sia ancora con voi, in un letto di ospedale circondato dai vostri sorrisi e incoraggiamenti. Grazie ancora perchè non ha sofferto (o almeno così preferiamo credere), nessun lamento, nessuna smorfia di dolore ha attraversato il suo volto fino al soffio del distacco della sua anima. Dottor Puoti, dottoressa Bellis, dottor Ettorre, parlava di voi come si parla di familiari lontani: amati e fidati. Abbiate sempre cura dei vostri pazienti, sono nelle vostre mani. Buon lavoro Franca, Giuseppe, Giovanna, Andrea

28 agosto 2006 Professor Puoti buon giorno, sono la moglie del paziente G., deceduto presso il vostro reparto di medicina interna/epatologia. Voglio ringraziare con il cuore tutte le persone che sono state vicine a mio marito e a me in questi ultimi giorni, difficili , faticosi, ma non privi di un minimo di speranza, o se non altro , di affetto e di comprensione. Non sono assolutamente competente di medicina, ma sono sicura che siamo stati seguitissimi dal punto di vista medico; ma i miei ringraziamenti sono indirizzati soprattutto a voi tutti per il trattamento umano, che è stata sicuramente la cosa più bella che ho condiviso con G. in questi ultimi periodi. La sollecitudine, le coccole , la pazienza verso questo pover'uomo, che non era mai riuscito a farsi aiutare da nessuno prima di venire da voi, mi hanno fatto sperimentare quella vita affettuosa nella comunità che noi non eravamo riusciti a vivere altrimenti. Sono sicura che se G. si fosse convinto a chiedere aiuto prima , avrebbe potuto iniziare un percorso di guarigione o di cura, perchè la consapevolezza, la paura della morte , ma anche l'atteggiamento costruttivo che ha trovato presso di voi per qualche settimana, avrebbero determinato una forte spinta al cambiamento. Con un altro spirito rispetto a quando abbiamo "fatto finta" che ci sarebbe stato un dopo, voglio esprimere la nostra riconoscenza : G. voleva lasciare un piccolo segno tangibile per tutti voi , portando qualcosa che potesse allietare la vita del reparto ; mi farebbe piacere potervi portare una macchinetta elettrica del caffè espresso (o altro, dietro vostro suggerimento) che potrebbe esservi utile e ricordarvi di quanto avete fatto del bene seguendo un paziente qualsiasi con tanto impegno e dedizione . Sento anche la necessità di poter indirizzare tutti i parenti e gli amici a esprimere la solidarietà nella morte con un versamento verso un ente di ricerca finalizzato al vostro lavoro, piuttosto che ad un'associazione di ricerca generica e poco vicina alle vere esigenze dei malati e delle loro famiglie. Resto pertanto in attesa di un vostro assenso e delle coordinate bancarie e postali dove poter effettuare le donazioni. Grazie ancora di tutto e a presto, S.

29 agosto 2006 Salve Prof. Puoti, mi chiamo Giuseppe e le scrivo per chiederle un parere , se possibile. Mio padre ( 51 anni ) ha subito un trapianto di fegato nel 2000 a causa di epatite HCV. . In quest’ ultimo anno la situazione è peggiorata in maniera progressiva in termini di bilirubina, ammonio , gonfiori , prurito , etc…. e in questi ultimi due mesi è stato ricoverato 2 volte. Nel frattempo ha fatto numerose sedute di “plasmaferesi” come trattamento di stand-by in attesa di una probabile immissione in lista d’ attesa – per un secondo trapianto - che ora però sembra compromessa dal risultato di una Rettoscopia che ha evidenziato la presenza di un “Polipo non peduncolato” di 1,5 cm . Nonostante il test istologico sembra aver escluso la possibilità di neoplasia maligna, sembra che questa neoformazione sia una controindicazione relativa al trapianto e che pertanto sia necessario procedere all’ asportazione prima di poter essere immesso in lista. Considerando che il quadro clinico è abbastanza critico ( bilirubina >25 , ammonio > 150 ) ma i risultati di tutti gli esami presenti nel protocollo sono incoraggianti si sperava in un rapido inserimento in lista d’ attesa . Ad oggi mio padre è ricoverato e siamo in attesa di nuove informazioni. Ma è veramente necessario procedere alla rimozione di questo polipo prima di poter subire un trapianto ? Se è vero che la neoformazione è benigna , perché è necessario asportarla prima del trapianto ? E’ probabile che il test istologico non sia in grado di rilevare al 100% la tipologia del tumore e pertanto i medici non possono escludere l’ ipotesi di “malignità” ? Mi trovo chiedere a lei queste cose perché leggendo il libro di Ivan Gardini e il sito della sua unità ospedaliera sono rimasto colpito dalla trasparenza di informazione , dalla competenza e dalla sua onestà intellettuale. So che i medici che curano mio padre sono in gamba ed io sono loro riconoscente del lavoro che svolgono, però mi piacerebbe sapere anche il suo parere. Come di sovente mille interrogativi affollano i pensieri: forse è il caso di cambiare ospedale ? forse è il caso di farsi sentire di più ? o forse è solo il caso di aver fede in Dio…… Grazie Giuseppe

8 settembre 2006 Egregio progessore, le scrivo perchè ho letto il suo articolo sul giornale "medicina generale" che mi è stato fornito dal mio medico curante,in quanto studentessa di farmacia all'università di XXXX e quindi particolarmente interessata a questo tipo di argomenti.Il suo articolo mi ha particolarmente colpita perchè rispecchia completamente la situazione di mia madre.Essa,ha 47 anni ed ta da HCV con genotipo 2a\2c ,AST e ALT completamente nella norma.Mia madre è stata sottoposta inoltre a esame istologico nel quale si osservano tre spazi portali con flogosi monima e sporadica steatosi,assenti fibrosi,rame,ferro e pigmenti ceroidi.La biopsia rivela che non si apprezano lesioni traumatiche nè versamento libero in cavità peritoneale.Dal medico che ha effettuato la biopsia non è consigliata una terapia antivirale con IFN e Ribavina.Abbiamo in seguito sentito anche il parere di un medico specialista in gastroenterologia e in malattie infettive che invece avrebbe consigliato questo tipo di cura.Non ci è stato però spiegato come reagirà l'organismo se IFN non farà effetto.Il virus potrà agire più velocemente?quante probabilità potrebbe avere di guarire?Inoltre non riesco a capire quale sia la correlazione tra il virus HCV e la presenza del Fattore reumatoide con valore di 186,1(che in realtà dovrebbe essere al massimo fino a 14,0).E stata inoltre riscontrata la presenza di crioglobuline positive( in tracce) ed FR,positività di FAN.Queste ultime analisi risalgono al 18\02\06.Mia madre poi ,in data 2\03\06 si è sottoposta a un'ecografia all'addome superiore che risulta compatibile con la normalità eccetto la dimensione del fegato modicamente aumentata ma con ecostruttura conservata indenne da lesioni focali.La quantizzazione di HCV risulta maggiore di 700000 UI\ml con RA-test positivo 320 UI.Mi piacerebbe avere il suo parere:consiglierebbe la cura?Non so se i dati forniti le sono sufficienti per poterlo stabilire.Nel caso ciò non fosse possibile potremmo richiedere un appuntamento per una sua visita? Ringraziandolo anticipatamente della sua cortesia le porgo i miei più distinti saluti. C.

30 settembre 2006 Buon giorno Dott. Puoti, mi rivolgo a lei per chiederle aiuto le racconto in breve la nostra storia. Siamo di Milano. Mio marito ha scoperto di essere affetto da epatite C genotipo b1 nel 1999 andando a fare il donatore di sangue,è stato chiamato con urgenza e fù molto spaventato da un medico! che le ha prospettato un morte a breve. Qui inizia il nostro cammino ci siamo rivolti all'ospedale XXXXXXX di Milano dove inizialmente ci hanno rincuorato e dato qualche speranza. Nel frattempo mio marito è entrato in depressione, nel 2000 ha iniziato la cura con interferone 3 volte a settimana e ribavirina giornalmente, ha sospeso la cura dopo 9 mesi perchè non vi erano miglioramenti nelle analisi ma peggioramenti emotivi e fisici. Lui ha sempre lavorato in proprio e questa situazione era molto pesante per lui. E' stata fatta la biopsia siamo andati in altri centri specializzati e medici privati, nessun'altro ci ha proposto un nuovo trattamento e nel frattempo i medici migliori si sono spostati e sono rimasti giovani alle prime esperienze. Per un pò abbiamo lasciato che la vita scorrese con questo fardello costante facendo qualche controllo saltuario e qualche visita, abbiamo tre figli. La depressione ora è un ricordo lontano ed ora mio marito ha deciso che deve per lui stesso e per la nostra famiglia affrontare questa malattia con determinazione e costanza. Abbiamo fatto tutti i normali controlli e fissato l'ennesima visita specialistica dove un medico nuovamente ci ha trattato con indifferenza e insufficienza propinandoci forse in futuro un nuovo ciclo. Lui è stato male per 3 giorni poi ha regito iniziando a fare ricerche on-line e così siamo giunti a lei, abbiamo letto i commenti sul Vs. centro ospedaliero e abbiamo telefonato subito ed è stato rassicurato per circa mezz'ora da un'infermiera gentilissima. Questo è quello di cui abbiamo bisogno, di essere trattati come pazienti con la nostra storia e carattere non come numeri o cavie. Credo che un'approcio interessato al vissuto del paziente sia l'inizio di una buona terapia. La lontananza non ci spaventa e avremmo veramente il piacere di poterla incontrare per consigliarci con lei e mostrarle tutti i referti di controlli. La prego, mio marito ha bisogno di sentirvi incoraggiato in questo momento ho contattato il cellulare del vostro raparto lasciando un messaggio in segreteria, cortesemente ci dia una possibilità. Mi scusi lo sfogo e spero di incontrarla presto vista la stima professionale che abbiamo in lei.

Grazie e cordiali saluti M. e A.

12 ottobre 2006

Carissimo Dott. Puoti,mi chiamo Susanna sono una mamma di 36 anni che vive in provincia di XX, precisamente in un paesino che si chiama YYYYY. Sono affetta da HCV genotipo 2 da circa nove anni, scoperta attraverso dei test che si fanno durante la gravidanza, le possibilità che il bambino contraesse la malattia mi avevano detto che era molto rare, purtroppo dopo la nascita è risultato anche lui affetto dal virus. Nella mia famiglia siamo solo noi due, io e mio figlio ad avere il virus, sia mio marito che la mia prima figlia sono negativi, quindi suppongo di aver contratto la malattia attraverso una cura odontoiatrica prima di sapere di aspettare il mio secondo figlio. Durante questi anni ho sempre tenuto sotto controllo la malattia, con controlli periodici presso il Policlinico di xxxx, la mia situazione è stata sempre nella norma dato che le transaminasi risultano tutt'oggi nella norma e non trattabili. Solo di recente mi hanno proposto la terapia risolutiva, però senza tener conto della mia Viremia, e a tutt'oggi non ne conosco il risultato. Alcuni giorni fa ho contattato l' ospedale di Marino di Roma dove lei svolge la sua assistenza, parlando con la Sig.ra Gabriella, ovviamente esponendole la mia situazione e i miei dubbi sulla terapia che mi vorrebbero fare, mi ha consigliato di inviarle una e-mail per valutare lei stesso se sia il caso di procedere con l'eventuale terapia. Queste informazione le potranno essere di aiuto per interpretare il mio stato di salute: Il genotipo virale: ( 2 ) L'istologia rif. anno 1998 (prima ed ultima): Patosi torbita di fondo con discreto infiltrato linfo-monocitario, tendente ad aggregarsi in follicoli, a sede porto-periportale; piccoli infiltrati a sede loburale, prevalentemente perivenulare. Modestissimo ispessimento della trama reticolare argentofila periportale. Score Sec.SCHELIER: flogosi periportale: 1, loburale: 1, fibrosi: 0 L'età del paziente: ( 36 ) Transeminasi: AST: 31 ALT: 42 Bilirubina: Bilirubinemina tot: 1,70 Bilirubinemina diretta: 0,38 Bilirubinemina indiretta: 1,32 Emocromo: Globuli bianchi: 6.100 Globuli rossi: 4.500 Emoglobina: 12,70 Valore ematocrito: 3.7 Valore medio emazle: 82,22 Concentrazione cellulare media: 34,32 Emoglobina corposcolare media 28,22 Piastrine: 184.000 Neutrofoli: 68 Eosinofoli: 2 Basofoli: 0 Linfociti: 26 Monociti: 4 Ecografia: Regolare morfovolumetria ed ecostruttura dei parenchimi esplorati, normale calibro dell'asse spleno-portale.

I miei dubbi al riguardo sono: E' necessario fare questa terapia dato che la mia situazione risulta in attiva? Se farò questa terapia e non dovesse avere buoni risultati, andrei a scompensare i miei transeminasi a livelli irreparabili? Quali danni questa terapia può provocare alla mia salute in generale? Quali sono i rischi di un evoluzione della malattia e del genotipo? Quali sono gli esami che si dovrebbero fare prima dell'inizio della terapia per valutare se il mio organismo é in grado di sostenere questo tipo di terapia, tenendo conto della Viremia che io non ho mai fatto e quindi non sono a conoscenza del mio vero stato di salute?

Io le sto chiedendo di valutare tutto questo perchè non vorrei fare una cosa che potrebbe danneggiarmi in qualche modo o fare tutto troppo frettolosamente e superficialmente, perchè ho una famiglia e dei figli da accudire che tra l'altro sono ancora troppo piccoli per pensare a tutto questo. La ringrazio sin da ora per avermi dedicato parte del suo tempo, aspettando con ansia una sua risposta per effettuare eventualmente anche una visita presso di lei.

Distinti saluti

20 ottobre 2006

Egregio Prof. Puoti, ho 42 anni, sono sposato e ho una figlia di 3 anni , stò combattendo la mia malattia da ben 13 anni, chè all’inizio era un epatopatia da HCV + cronica. Da principio il mio medico curante mi indirizzò in un centro specializzato, è così mi rivolsi al prof. XXXXXX a YYYYY, dove tutt’ora sono seguito dalla sua equipe di medici. In tutti questi anni ho fatto vari cicli di tp interferone, senza mai avere un risultato positivo. Attualmente la mia situazione è di cirrosi epatica HCV—correlata, Sottoposto ad arteriografia del tripode celiaco a febbraio del 2005, per impianto di spirale in una fistola epatica arterovenosa. L’ultima ecografia mostra ipertrofia lobo sn e caudato, ecostruttura nodularizzata, litiasi colecistica multipla, asse SP regolare, splenomegalia ( 105 cmq ) circoli collaterali in epigastrio, linfadenomegalie all’ilo epatico. Ultimamente ho avuto un incidente stradale per cui sono stato ricoverato in Ospedale a ZZZZZ dove ho conosciuto un suo paziente che mi ha parlato di lei in modo egregio, perciò adesso mi rivolgo a Lei, perchè sarebbe mio desiderio essere curato da lei, se ciò fosse riuscirei anche ad avvicinarmi a casa essendo residente a XXXXXX (YY). Nella speranza di una sua risposta, le porgo i miei distinti saluti, e le faccio i migliori auguri per la sua ricerca che svolge per l’umanità in questo campo. Antonio

30 ottobre 2006

Carissimo Prof. Puoti sono Maria, volevo dirLe che il 28 ottobre ho terminato i sei mesi di terapia. A metà novembre riprenderò il risultato delle ultime analisi. Nella speranza che la terapia dia buon esito (anche se so che ci vorrà del tempo ancora per saperlo), La voglio ringraziare per la Sua disponibilità ma soprattutto per la sicurezza che mi ha saputo infondere durante tutto il periodo della cura. La saluto e a presto Maria

21 settembre 2007

Gentile Signora Gabriella, le parole risultano essere sempre troppo esigue per esprimere emozioni e sentimenti. Quello che le scrivo voglio che Lei lo proietti e lo moltiplichi. Martedì ho finito queste lunghe 48 settimane in cui Lei mi è stata sempre vicino nei momenti più duri. Anche Lei è parte del traguardo raggiunto. Voglio manifestarLe con affetto la mia più sentita gratitudine in questo mondo dove perversa l'egoismo in ogni dove, Lei è stata un importante punto di riferimento per me. Non era tenuta a rispondermi ma l'ha sempre fatto e per me anche il solo pensiero di sapere che mi avrebbe sostenuto nei momenti duri mi ha aiutato. Grazie di cuore. Guglielmo

2.3.2008

l'ospedale di Marino (prov. di Roma, uno dei famosi castelli) non gode di ottima fama. Ma c'è un reparto piccolissimo, pochi posti letto che è meraviglioso. E' il reparto di epatologia, primario il prof. Puoti. In questo reparto non sei un numero di letto ma hai un nome, si respira aria di casa, sono tutti gentili e premurosi. Purtroppo io ho avuto un'esperienza finita male, vi racconto: Luglio 2006, ricrevo un sms da mia nipote che dice così: mamma ricoverata al grassi di ostia sta malissimo. dopo anni che non avevo contatti con mia sorella mi precipito e allerto le mie conoscenze. Mia sorella ha i giorni contati. diagnosi cirrosi epatica all'ultimo stadio, un amico mi segnala l'ospedale di marino, riesco a farla ricoverare. qui troviamo una struttura che neanche mi sognavo, l'hanno accudita e coccolata, speranza di trapianto di fegato (ma non è servita). Scusate ma in questo momento le lacrime scendono copiose, ho segnalato questa struttura solo perchè vorrei essere utile a qualcuno che ne ha veramente bisogno, è molto difficile entrare e bisogna seguire tutto quello che loro dicono. ringrazio tutto lo staf anche per l'aiuto che mi hanno dato quando mi hanno comunicato la brutta notizia. ringraziamenti particolari a: 1) Puoti primario 2) Riccardo Guarisco medico che seguiva mia sorella 3) Gabriella capo sala 4) Sara che mi ha dato la notizia e tutti gli altri GRAZIE DI CUORE

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Last modified 2009-09-06 05:34 PM
 

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